Corpo umano e lessico del movimento umano

L'immagine mostra una figura umana maschile con etichettature dettagliate delle diverse parti del corpo, visibile sia di fronte che di spalle. Le aree etichettate includono il capo, collo, torace, addome, braccio, mano, ginocchio, piede, regione cervicale, dorsale, lombare, glutea, e altre, con linee che indicano ogni sezione. In basso, un testo recita "Corpo Umano e Lessico del Movimento Umano", con il logo di Scienze Motorie
05 maggio 2022

Per poter affrontare l’analisi del movimento umano è fondamentale condividere una determinata nomenclatura. In Italia il linguaggio della ginnastica e dell’educazione fisica era molto chiaro e ben determinato, lasciando spazio a poche interpretazioni.

Purtroppo da molti anni una grande quantità di termini che venivano utilizzati quotidianamente nelle lezioni di educazione fisica, negli ISEF e in parte nei corsi di laurea in Scienze Motorie sono andati persi e ultimamente non vengono più neanche insegnati.

Molti di questi termini, patrimonio lessicale ormai perduto di una professione, non solo erano scarsamente conosciuti in precedenza ma per di più sono stati sostituiti da termini anglosassoni spesso storpiati e a volte utilizzati in maniera impropria. Ciò ha generato due risultati: da un lato una quasi completa dimenticanza della corretta terminologia del movimento, dall’altro una difficoltà nella corretta comprensione di un linguaggio diverso.

Il lessico corretto negli anni è stato sostituito da termini derivanti spesso dal fitness e da mode più o meno passeggere d’oltreoceano, modificando così ad esempio la descrizione di “piegamento degli arti superiori da corpo proteso dietro” in “push up”. Se questa modifica può sembrare estremamente semplificativa va considerato che in realtà in questa maniera si crea un nome per ogni esercizio mentre con il linguaggio della ginnastica non si danno nomi agli esercizi bensì si descrivono i movimenti base da cui gli esercizi sono composti. Un cambio di logica e di pensiero fondamentale per chi si occupa di analisi del movimento.

Prima di tutto bisogna ricordare che ogni segmento corporeo ha una ben specifica nomenclatura che deve essere conosciuta al fine di poter descrivere correttamente il segmento in movimento.

nomenclatura del corpo umano

Direzioni di movimento

Una volta descritti i nomi dei segmenti corporei si può passare alla descrizione delle direzioni di movimento che possono essere riassunte secondo gli assi del corpo umano.

assi corporei

Se si considerano delle direzioni di movimento perpendicolari tra loro e si concorda di avere due versi di movimento per ogni direzione (concetto vettoriale), si avrà quindi una direzione di movimento lineare verso l’avanti e verso il dietro, una direzione di movimento lineare verso il lato sinistro del corpo ed una verso quello destro, ed infine una direzione lineare di movimento verso l’alto ed una verso il basso.

Così descritte queste direzioni e versi di movimento identificano degli assi corporei che sono perpendicolari tra loro. Secondo la sequenza dei movimenti lineari descritta si può quindi identificare un asse sagittale che attraversa il corpo da avanti a dietro e viceversa, un asse trasversale che attraversa il corpo da destra a sinistra e viceversa ed infine un asse longitudinale che attraversa il corpo dall’alto in basso e viceversa.

Assi del corpo

Va sempre tenuto in considerazione che gli assi del corpo, così classicamente descritti, sembrano essere relativi solo all’intero corpo umano. In realtà ogni segmento corporeo ha un proprio asse longitudinale che lo attraversa da una estremità all’altra e, quindi, si possono poi creare gli altri assi conseguentemente a quelli di partenza. È molto importante sottolineare un ulteriore aspetto in merito agli assi di movimento: un grande numero di movimenti non avviene solo lungo l’asse ma anche intorno ad esso, generando così dei movimenti di rotazione del segmento intorno all’asse stesso. Questo movimento che si viene a generare solitamente scorre su un piano che non contiene l’asse intorno al quale il segmento ruota.

rotazione del bacino

L’intersezione dell’asse sagittale con l’asse longitudinale crea il piano sagittale, un piano verticale che separa il corpo in due metà, una destra e l’altra sinistra; questo piano è attraversato perpendicolarmente dall’asse trasverso, per cui ogni movimento di rotazione intorno a questo asse genera un movimento di scorrimento sul piano sagittale.

L’intersezione dell’asse longitudinale con l’asse trasversale crea il piano frontale (o piano coronale), un piano verticale che separa il corpo in due metà, una anteriore e l’altra posteriore; questo piano è attraversato perpendicolarmente dall’asse sagittale, per cui ogni movimento di rotazione intorno a questo asse genera un movimento di scorrimento sul piano frontale.

L’intersezione dell’asse sagittale con l’asse trasversale crea il piano trasverso, un piano orizzontale che separa il corpo in due metà, una superiore e l’altra inferiore; questo piano è attraversato perpendicolarmente dall’asse longitudinale, per cui ogni movimento di rotazione intorno a questo asse genera un movimento di scorrimento sul piano trasverso.

piani di riferimento

Per controllare, gestire e muovere con competenza il proprio corpo/parti di esso nello spazio vengono identificati e descritti una serie di “schemi” che si intersecano tra loro pur mantenendo una forte caratterizzazione individuale.

Schema corporeo

È la rappresentazione di sé, la percezione di sé in forma dinamica e forma statica nello spazio che ogni individuo ha di sé stesso (Dioguardi et al. 2005). Questa rappresentazione assume un ruolo fondamentale per imparare e gestire i movimenti. Lo schema corporeo è determinato da una serie di fattori (Dioguardi et al. 2005) che possono essere riassunti come segue:

schema corporeo

Schemi posturali

Sono i movimenti eseguibili dalle singoli articolazioni che vengono svolti fin dal primo momento di vita. Sono quindi movimenti naturali analitici che l’essere umano compie grazie dell’anatomia stessa dell’articolazione in movimento, per questa ragione alcune articolazioni consentiranno alcuni movimenti e altre articolazioni saranno in grado di svolgerne altri. Non si tratta di schemi da potenziare ma di semplici movimenti di base della motricità umana che si utilizzano a loro volta in altri movimenti più complessi. La comprensione degli schemi posturali prevede la conoscenza degli atteggiamenti (Scaramucci et al., 2016) e classicamente vengono suddivisi come segue:

schemi posturali

Schemi motori di base

Possono essere considerati come i movimenti di base e costitutivi della motricità umana. Da questa sequenza ordinata di gesti si generano i movimenti più complessi dell’essere umano. Questi schemi di movimento non sono appresi ma innati e si consolidano per naturale ontogenesi, possono essere quindi migliorati ed affinati e tradotti in tecniche sportive specifiche. Gli schemi motori di base servono quindi per vivere e per risolvere i “problemi motori” della vita quotidiana. I principali schemi motori possono essere elencati come segue:

  • Rotolare
  • Strisciare
  • Gattonare
  • Camminare
  • Correre
  • Saltare
  • Atterrare
  • Lanciare
  • Afferrare
  • Colpire
  • Spingere
  • Tirare / Trazionare
  • Arrampicare

Atteggiamenti

Nomenclatura utilizzata per definire la figura geometrica assunta nello spazio dal corpo o da una parte di esso. L’atteggiamento non considera i rapporti con ciò che si trova esternamente al corpo. Possono essere elencati i principali atteggiamenti come segue:

  • Lungo
  • Breve
  • Torto
  • Arco
  • Raccolta / massima raccolta
  • Squadra / massima squadra

Attitudini

Nomenclatura utilizzata per definire i rapporti tra il punto di appoggio/vincolo e il corpo (più precisamente il centro di massa corporeo). Possono essere elencati le principali attitudini come segue:

  • Appoggio
  • Sospensione
  • Volo
  • Neutra
  • Combinata

Posizioni

Nomenclatura utilizzata per definire il rapporto del corpo o parti di esso nello spazio rispetto agli elementi esterni. Classicamente si identificano delle posizioni codificate del corpo in determinati atteggiamenti che, a seconda delle attitudini, comportano specifiche tipologie di forze in gioco. Esiste una posizione fondamentale che è quella dell’attenti e poi delle posizioni derivate e secondarie. Le posizioni derivate sono quelle che si generano passando dalla posizione fondamentale ad altre posizioni elementari dei segmenti corporei. Mentre le posizioni secondarie sono la posizione seduta, in ginocchio e a cavalcioni. Le posizioni elementari delle singole parti del corpo sono diretta conseguenza delle azioni muscolari sul corpo stesso, cambiando così i rapporti reciproci tra i diversi segmenti. Vi sono quindi posizioni elementari del capo, del busto, degli arti superiori e degli arti inferiori.

Si ricorda che in qualunque attitudine il corpo si trovi

  • l’avanti è sempre anteriormente al viso,
  • il dietro è sempre posteriormente al viso,
  • l’alto è sempre superiormente al capo,
  • il basso è sempre inferiormente al capo,
  • la destra è sempre verso il lato destro del corpo e
  • la sinistra è sempre verso il lato sinistro del corpo.

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