PNF – Facilitazione Neuromuscolare Propriocettiva

Due persone eseguono esercizi di stretching PNF con fascia elastica su pavimento in legno.
02 agosto 2016

Origini e diffusione della PNF

Una tecnica nata per la neuro-riabilitazione

La PNF (Proprioceptive Neuromuscolar Facilitation), facilitazione neuromuscolare propriocettiva, fu ideata dal Dott. Herman Kabat negli anni ‘50 e da allora a oggi ha notevolmente contribuito al conseguimento di validi risultati in molti pazienti neurologici, compresi i mielolesi.
Spesso la facilitazione propriocettiva neuromuscolare viene confusa con le tecniche di inibizione-stretching utilizzate per migliorare l’allungamento muscolare, questo perché l’utilizzo delle tecniche di inibizione neuromuscolari per allungare un muscolo accorciato, erano state studiate e sviluppate da Knott e Voss all’interno della metodica della PNF.

Tecniche e principi della PNF

Diagonali e inibizione neuromuscolare

Nella PNF le tecniche d’inibizione sono effettuate attraverso il metodo delle diagonali, mentre nello stretching facilitato o nella metodologia inibizione-allungamento, tali tecniche, sono state modificate per rendere migliore l’allungamento di gruppi muscolari isolati.
La tecnica PNF, nata per la neuro-riabilitazione, trova una vasta applicazione per la riabilitazione di pazienti con affezioni muscolo-scheletriche determinate da un alterato controllo neuromuscolare degli arti, del collo e del tronco. Questa terapia manuale è un trattamento volto a valutare il movimento e a trattare eventuali disfunzioni, aumentando la risposta del sistema neuromuscolare grazie alla stimolazione dei propriocettori.

Stretching assistito con fascia elastica in palestra, una persona sdraiata e l'altra in piedi che aiuta.

Obiettivi e schemi di movimento

D1 e D2: flessione ed estensione

Obiettivo, quindi, è quello di migliorare o normalizzare un movimento articolare alterato.
Gli schemi di movimento su cui si basa la PNF sono composti da movimenti multi-articolari, multiplanari, spirali, diagonali e rotazionali degli arti, del collo e del tronco. I requisiti spirali e diagonali sono corrispondenti con le caratteristiche spirali e rotatorie del sistema muscoloscheletrico di ossa, articolazioni, e strutture legamentose. Tali traiettorie si avvicinano strettamente ai movimenti della vita quotidiana, sportiva e lavorativa. Kabat individua due coppie di schemi diagonali per gli arti superiori e inferiori: Diagonale 1 (D1) e Diagonale 2 (D2). Ciascuna diagonale può essere eseguita sia in flessione sia in estensione, ovvero può essere svolta o in un verso o nell’altro.

Interazione terapeutica e applicazioni

Stimoli sensoriali e sviluppo delle capacità motorie

Kabat scelse questi schemi perché hanno la capacità di porre i gruppi muscolari in uno stato di massimo allungamento e di farli contrarre secondo il migliore espletamento di potenza. Il termine “facilitazione” sottintende diversi elementi: uno è lo stiramento veloce del muscolo, che produce – in seguito all’allungamento – un accorciamento immediato e una maggiore facilitazione nel reclutamento di unità motorie; un altro elemento è la possibilità di enfatizzare i fulcri articolari più deboli tramite quelli più forti.
La caratteristica importante della PNF è l’interazione tra il paziente ed il fisioterapista, soprattutto nella fase iniziale della riabilitazione dove l’uso di schemi diagonali e l’applicazione stimoli sensoriali (visivi, uditivi, tattili…), forniti dal terapista, aumentano le risposte motorie.

Utilità della PNF

Dal recupero alla performance sportiva

Le tecniche di facilitazione neuromuscolare propriocettiva sono utili per il periodo della riabilitazione, dalla fase iniziale a quella finale, per il recupero funzionale, per sviluppare la forza, la resistenza e la stabilità dinamica. Questi schemi diagonali vengono anche impiegati per migliorare un gesto tecnico/atletico con l’utilizzo di resistenze elastiche, pesi e macchine isotoniche.


Bibliografia

  1. Kisner e Colby. L’esercizio terapeutico, Ed Piccin, Padova

  2. Brotzman, Kevin E. Wilk. Manuale di riabilitazione in ortopedia. Excerpta Medica

  3. Estratto da: http://digilander.libero.it/fisiomau/

Ginnastica Posturale Metodo Sceintifico
Scienza della nutrizione ad uso pratico del Dott. Frank Casillo
Prevenziione alle cadute e riprogrammazione dell'equilibrio del Dott. Riccardo Barigelli Calcari
Libro-Salvatore-Buzzeli-Allenamento-Cognitivo-Tennis
Miglior-Libro-Ginnastica-in-Gravidanza-ATS

Articoli Correlati

Fisiologia della deglutizione

Fisiologia della deglutizione

La deglutizione può essere suddivisa in 3 fasi di cui nel primo terzo la stimolazione dei recettori somatosensoriali in fase orale è volontaria, ed attiva il centro della deglutizione, producendo gli automatismi faringei ed esofagei. Durante la II fase deglutitiva, la faringe e la lingua spingono il bolo verso lo SES (sfintere esofageo superiore) e […]

L’integrità fisica dell’atleta: il ruolo della medicina preventiva nelle malattie cardiovascolari e della medicina dello sport nel tennis

L’integrità fisica dell’atleta: il ruolo della medicina preventiva nelle malattie cardiovascolari e della medicina dello sport nel tennis

Nel tema della prevenzione delle Malattie Cardiovascolari è indispensabile che chiunque si appresti ad intraprendere un’attività agonistica nel Tennis, così come in altre discipline sportive, si debba sottoporre ad un’accurata visita medica eseguita dal Medico di Medicina Generale o dal Medico dello Sport per ottenere l’idoneità alla pratica sportiva agonistica. Idoneità agonistica: un obbligo di […]

Multilateralità Sportiva nel Giovane Tennista

Multilateralità sportiva nello sviluppo del giovane tennista (3-12 anni)

L’obiettivo di questo articolo è analizzare il ruolo della multilateralità nello sviluppo del giovane tennista tra i 3 e i 12 anni, alla luce delle più recenti evidenze scientifiche sullo sviluppo motorio e sullo sport sampling. Introduzione Nella preparazione dei giovani tennisti, uno dei temi più discussi negli ultimi anni riguarda il rapporto tra specializzazione […]

Ritardo in campo: obiettivi e criteri di progressione

Ritardo in campo: obiettivi e criteri di progressione

Il viaggio verso il ritorno in campo è un continuum che parte dall’infortunio e arriva alla guarigione prima e alla prestazione poi, dall’ambiente controllato al chaos passando per il rischio calcolato in un persistente compromesso nel rapporto tra rischio e beneficio (Taberner et al., 2019; Della Villa et al., 2021). Nella prima parte, abbiamo visto […]

L’illusione della Precisione Satellitare: un’analisi critica sull’uso del GPS nel tennis, nell’atletica e negli sport in generale

L’illusione della Precisione Satellitare: un’analisi critica sull’uso del GPS nel tennis, nell’atletica e negli sport in generale

Premessa Il primo passo di un tecnico è decidere cosa vuole sapere, di conseguenza quale grandezza fisica deve essere misurata, quindi decidere con quale mezzo deve essere fatta la misurazione, come trattare il dato, rifletterci su e trarre delle conclusioni sull’uso da fare di quel dato. Nel nostro caso bisognerebbe partire da cosa si vuole […]

Giocatore di tennis maschio in azione a mezz'aria che colpisce una palla con il dritto.

Allenamento della Forza nel Tennis: implicazioni per la performance e la prevenzione degli infortuni

Negli ultimi decenni il tennis ha subito una significativa evoluzione sotto il profilo fisiologico e biomeccanico. L’aumento della velocità degli scambi, dell’intensità degli spostamenti e della potenza dei colpi ha determinato una crescente importanza delle qualità neuromuscolari nella performance del tennista. Il tennis è uno sport intermittente caratterizzato da brevi azioni ad alta intensità intervallate […]

Live Chat
assistance banner image
Whatsapp
Messenger
800.19.35.40