La deglutizione può essere suddivisa in 3 fasi di cui nel primo terzo la stimolazione dei recettori somatosensoriali in fase orale è volontaria, ed attiva il centro della deglutizione, producendo gli automatismi faringei ed esofagei. Durante la II fase deglutitiva, la faringe e la lingua spingono il bolo verso lo SES (sfintere esofageo superiore) e successivamente, grazie allo SEI (sfintere esofageo inferiore) il bolo passa dall’esofago allo stomaco. I primi movimenti deglutitori si osservano intorno alla 13 settimana di vita intrauterina. Lo scopo di una così precoce funzione deglutitiva è di contribuire alla maturazione della funzione renale, basti pensare che il feto in 24 ore ingoia ed espelle circa 1500 ml di liquido amniotico). Inoltre, prepara l’essere umano alla vita extrauterina e al nutrimento post natale. In tutto questo, la lingua gioca un ruolo funzionale di sostegno immediato e di motilità post partum del massiccio cefalico del neonato visti i collegamenti anatomici diretti ed indiretti, esistenti fra il cranio e la lingua stessa. Pensiamo al ligamento stilo ioideo, stilo mandibolare e al muscolo stilo glosso che origina dal processo stiloideo dell’osso temporale e si inserisce caudalmente, incrociando il margine posteriore del muscolo joglosso, per poi dividersi in due parti:
- la parte esterna procede lateralmente all’joglosso e si porta al margine laterale e apicale della lingua,
- mentre la parte interna prosegue mediamente all’joglosso, inserendosi nello scheletro fibroso della lingua, più precisamente nella sua parte verticale: il setto linguale.
- posizione bilabiale dove la lingua appoggia nelle labbra superiori (interessa la pronuncia della B – P – M),
- posizione linguo palatale anteriore o dento alvelolare anteriore (interessa la pronuncia alveolare di L – N e pronuncia dentale di T – D),
- posizione linguo palatale laterale con punto di appoggio e di articolazione tra il dorso linguale e la parte medio laterale del palato duro (interessa la pronuncia della J – Ci – Gi)
- posizione linguo velare con punto di appoggio e di articolazione tra la parte posteriore linguale e il palato molle (interessa la pronuncia della K – Gh – Ch).
- il rotacismo, errata produzione del suono R italiano; la “nostra” R si produce facendo vibrare la punta della lingua contro la porzione di palato posta subito dietro i denti incisivi superiori; il rotacismo si classifica in uvulare o rotacismo alla francese ovvero suono posteriore, simile al gargarismo, che viene prodotto facendo vibrare la base della lingua (invece che la punta) contro il palato molle (la parte di palato verso la gola) e il rotacismo monovibrante ovvero suono anteriore con scarsa vibrazione dell’apice linguale. Il suono prodotto è una sorta d’incrocio tra una vocale e la lettera V (esempio vamo per ramo),
- il sigmatismo, errata produzione del suono S; si classifica in sigmatismo interdentale dove la lingua non rimane bassa dietro gli incisivi inferiori, ma s’interpone tra le due arcate dentarie e si associa spesso alla deglutizione non fisiologica e in sigmatismo laterale dove la lingua viene appoggiata al palato duro, producendo un ostacolo alla fuoriuscita in avanti dell’aria che, pertanto, è costretta a uscire lateralmente a destra e a sinistra,
- il zetacismo, errata emissione del suono Z che generalmente viene prodotto interponendo la lingua tra le due arcate dentarie e si associa spesso alla deglutizione non fisiologica,
- il kappacismo dove risulta impossibilitata l’articolazione del suono K e sostituzione con il suono T (esempio kane con tane),
- il tetacismo dove risulta impossibilitata l’articolazione del suono T e sostituzione con il suono K (esempio tana con kana).
- atipico, vecchio termine impreciso non trattandosi di un fenomeno diverso rispetto alla norma, bensì di un evento causale patologico,
- non fisiologico, nuovo termine più appropriato, trattandosi di una patologia vera e propria che si discosta dalla fisiologia ovvero dalla normalità.
- deglutizione,
- ed attività muscolare.
- una forza impedente, quando si interpone fra le due arcate dentarie impedendo il fugace contatto,
- una forza muovente, quando si interpone negli spazi anatomici interdentali o su un elemento o più dentali,
- o una forza muovente ed impedente allo stesso tempo, quando si presentano le fasi impedenti e muoventi nello stesso istante, creando un falso equilibrio.
- affaticabilità,
- svogliatezza con scarsa attenzione e concentrazione soprattutto scolastica,
- meteorismo e aerofagia,
- cefalea.
- anatomiche (frenulo linguale corto, palato schisi congenita, etc.),
- funzionali (allattamento artificiale),
- acquisite (traumi, neoplasie, etc.)
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