I legamenti sono le fibre che uniscono le ossa tra loro. Sono composti di fibre molto resistenti ma, se sottoposti a carichi troppo elevati, possono subire delle lesioni. Cosa dobbiamo fare per preservare i legamenti e quali sono i sintomi di una lesione ai legamenti?
Cosa sono i Legamenti?
Con “legamento” (o ligamento, in inglese “ligament”) si identifica una robusta formazione di tessuto connettivo denso, di tipo fibroso, che svolge principalmente queste funzioni:- tenere unite fra loro due o più strutture anatomiche, come ad esempio due segmenti di osso;
- mantenere nella posizione che gli è propria un organo;
- concorrere a delimitare aperture o cavità nelle quali si trovano altre formazioni anatomiche (come nervi, vasi sanguigni o linfatici).
A cosa servono i Legamenti?
I legamenti hanno principalmente funzione di stabilizzatori, impediscono cioè che particolari movimenti o forze esterne derivanti da traumi, alterino la posizione delle strutture ai quali sono collegati. Nel corpo umano i legamenti sono disposti in modo tale da intervenire attivamente soltanto nei gradi estremi del movimento. Quando l’integrità dell’articolazione è messa in serio pericolo. Sono molto resistenti, tuttavia, specie in individui non abituati agli esercizi di stretching, difficilmente riescono a sopportare allungamenti oltre il 5% della loro lunghezza (fa eccezione il legamento collaterale mediale del ginocchio, capace di una elasticità quasi del 20%). Questi limiti sono dettati, in particolar modo, dalla loro struttura fibrosa che li rende molto resistenti ma poco elastici e quindi poco deformabili sotto l'azione di carichi elevati. Se un trauma è relativamente lento la loro resistenza è tale da staccare la piccola parte di osso a cui sono collegati (avulsione ossea). La distorsione alla caviglia è un classico esempio di lesione legamentosa: quando appoggiamo male un piede la caviglia viene bruscamente allontanata dal calcagno determinando la lesione dei legamenti che tengono unite queste due ossa. I legamenti sono infatti costituiti per il 70/80% da fibre collagene di tipo 1, straordinariamente resistenti alla trazione a fronte di un allungamento del tutto trascurabile (5%). Mentre sono costituiti solo in piccola percentuale da fibre elastiche molto estensibili ma poco resistenti. La loro lunghezza può aumentare, infatti, fino al 150% sotto un carico particolarmente basso (ciò spiega perché i legamenti reagiscono bene allo stretching). A carichi elevati queste fibre si rompono in maniera improvvisa, in quanto la loro resistenza è circa 5 volte inferiore rispetto alle fibre collagene.Lesione dei Legamenti
Per distorsioni si intende l'insieme delle lesioni capsulo-legamentose prodotte da una sollecitazione che tende a modificare i reciproci rapporti dei capi articolari. Sono lesioni frequentissime nell'età adulta. Colpiscono in ordine di frequenza: il ginocchio, il collo del piede, il gomito, le dita, il rachide. Sono causate da un trauma, sempre indiretto, che imprime all'articolazione una sollecitazione esagerata nei normali piani del movimento articolare o, più frequentemente, secondo piani diversi da quelli del movimento fisiologico.Le distorsioni vengono classificate in Lievi o Gravi:
- distorsioni lievi: rappresentate dalla semplice distensione dei legamenti o della capsula, da lacerazioni parcellari di alcuni fasci fibrosi, etc.;
- distorsioni gravi: comprendono la rottura a tutto spessore di uno o più legamenti, le loro disinserzioni con eventuale strappamento della corticale ossea sulla quale si inseriscono, le lacerazioni capsulari, etc.
Le lesioni possono essere di diverso grado in base all'entità del trauma:
1.Grado 0: si ha un trauma articolare in cui non si osserva alcun danno anatomico a carico dei legamenti. 2.Grado 1: si ha un trauma di lieve entità che provoca una distrazione del legamento (danno a livello microscopico, senza interruzione di continuità). 3.Grado 2: si ha un trauma di media entità che provoca una rottura parziale del legamento con interruzione di alcune fibre. 4.Grado 3: si ha un trauma di grave entità che provoca la rottura completa del legamento.SINTOMATOLOGIA
Se il trauma che ha provocato la lesione legamentosa è stato di tipo distorsivo di media o grave entità si presenterà subito dolore. Può essere sollecitato con la palpazione nella sede della lesione capsulo-legamentosa. L'articolazione comincerà a gonfiarsi a causa del versamento intrarticolare o dello stravaso emorragico extrarticolare e si potrà percepire una sensazione di lassità ed instabilità nel caso la lesione legamentosa fosse completa. Se a provocare la lesione è stata invece una lussazione, allora il dolore sarà accompagnato da un atteggiamento di difesa dell'arto con impossibilità pressoché completa ad eseguire qualsiasi tipo di movimento attivo o passivo. E se l'articolazione interessata è superficiale si potrà notare anche un'alterazione del suo normale profilo anatomico.- Dolore nei punti di inserzione o sul decorso dei legamenti interessati, provocano dalla pressione e dalle sollecitazioni che tendono a saggiare la resistenza del legamento in esame;
- Tumefazione dell'articolazione, per emartro e/o per infiltrazione nei tessuti molli periarticolari;
- Eventuali segni di lassità articolare, in dipendenza della lacerazione completa di uno o più legamenti.
COMPLICAZIONI
- Calcificazioni para-articolari al gomito (osteoma del branchiale anteriore), al ginocchio (calcificazione del corpo prossimale del legamento collaterale interno), etc.;
- Rigidità o lassità articolari
