Monitoraggio del carico: strumenti e benefici
L'importanza del monitoraggio del carico
Avere un sistema di monitoraggio che permetta di rispettare i principi di alternanza e progressività del carico, sia nel microciclo che nell’intera stagione, è fondamentale per lavorare con logica e in piena sinergia con lo staff tecnico.
Strumenti di monitoraggio: tecnologici e accessibili
I primi strumenti che vengono in mente sono spesso quelli più tecnologici e diretti, come GPS, accelerometri, cardiofrequenzimetri e altri dispositivi avanzati. Tuttavia, non sempre le società dispongono di mezzi all’avanguardia per il monitoraggio. Nelle prime fasi della carriera di un preparatore atletico questo è un fenomeno comune, e l’errore più frequente è pensare che senza tecnologia non sia possibile monitorare.
La scienza, invece, ci ha fornito numerosi strumenti validi e accessibili a tutti. In questo articolo analizzeremo la scala RPE, utile per valutare la percezione della fatica dell’allenamento, alcuni strumenti utili per comprendere lo stato di recupero e di benessere dell’atleta, come il Questionario di Hooper e il Wellness Questionnaire. In questa ricerca faremo riferimento principalmente al metodo di Hooper. A questi aggiungerò la mia esperienza personale, con il mio metodo di monitoraggio che include anche un diario settimanale condiviso con allenatore e staff.
RPE (Rate of Perceived Exertion)
Cos’è l’RPE e la scala CR-10
L’RPE è una scala di percezione della fatica nata da Borg, inizialmente con valori da 6 a 20. In questo articolo utilizziamo la scala CR-10 (da 0 a 10).
Monitoraggio del carico interno
Questa scala permette di monitorare il carico interno, cioè come l’atleta ha percepito lo sforzo durante l’allenamento. È uno strumento economico, accessibile e ampiamente usato nella stima del carico e nella prevenzione degli infortuni (Bourdon et al., 2017).
Tempistiche e calcolo del carico
Per una valutazione valida, è consigliabile raccogliere l’RPE circa 20 minuti dopo la seduta e non immediatamente (Curtis et al., 2019).
Il calcolo del carico è semplice: RPE × durata allenamento (in minuti).
Esempio: 5 × 90 min = 450 UA (Unità Arbitraria).
In letteratura, il giorno gara corrisponde a circa 600 UA, mentre una seduta di allenamento varia tra 300 e 600 UA (Thorpe et al., 2016). Questo dimostra come parametri accessibili possano fornire feedback importanti nella gestione della programmazione.
RPE e correlazioni con parametri oggettivi
L’RPE è stato correlato anche con parametri oggettivi come frequenza cardiaca, lattato e valori GPS (Impellizzeri et al., 2019). Uno studio su 22 giocatori di Premier League in un’intera stagione (1892 sessioni) ha confermato che RPE e TL erano correlati con distanza ad alta velocità, accelerazioni e impatti, parametri che descrivono meglio le richieste del calcio rispetto alla sola distanza percorsa (Curtis et al., 2019).
Limitazioni e strategie per migliorarne l’affidabilità
Come ogni metodo di valutazione, anche l’RPE è influenzato dalla soggettività: un “6” non significa lo stesso per tutti gli atleti. Per questo, nella mia esperienza personale ho scelto di aggiungere descrizioni testuali a ogni punteggio, per standardizzare meglio la percezione e ridurre la variabilità individuale. In questo modo l’RPE diventa più affidabile, soprattutto in contesti di squadra. (vedi immagine 01).
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Immagine 01[/caption]
Questionario di Hooper
Origini del questionario di Hooper
Verso la fine degli anni ’90 Stephen L. Hooper introdusse un metodo semplice e non invasivo per valutare il recupero e il benessere quotidiano degli atleti. Accanto al questionario di Hooper, negli ultimi anni si è diffuso anche il cosiddetto Wellness Questionnaire, che valuta variabili simili come sonno, fatica, stress e umore.
Struttura e punteggio
Il questionario di Hooper prevede 4 domande su:
- qualità del sonno
- fatica percepita
- stress
- dolore muscolare (DOMS)
Ogni voce si valuta su una scala da 1 a 7 (1 = molto buono, 7 = molto scarso). Il punteggio totale è la somma dei valori: più alto è il numero, maggiore lo stato di affaticamento. ( vedi immagine 02)
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immagine 02[/caption]
Validità e tempistiche
Numerosi studi hanno mostrato l’elevata correlazione con parametri fisiologici come la variabilità della frequenza cardiaca (Thorpe et al., 2016). In media, il giorno dopo la partita i valori peggiorano del 30–40%, per poi normalizzarsi durante la settimana.
Il questionario è utile se somministrato con regolarità, idealmente ogni giorno o nei giorni successivi agli allenamenti più intensi, per cogliere i trend di affaticamento e recupero.
Digitalizzazione e fattori soggettivi
Se in passato la raccolta avveniva su schede cartacee, oggi strumenti digitali (app, Google Form, piattaforme) rendono il processo rapido, riducendo errori e aumentando la compliance. Tuttavia, essendo strumenti soggettivi, riflettono anche fattori psicosociali come stress, motivazione o fatica mentale.
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Immagine 03[/caption]
E’ importante sottolineare, ancora una volta, come la relazione con lo staff medico e con gli atleti è cruciale: empatia e trasparenza aumentano l’onestà e la qualità delle risposte, mentre mancanza di fiducia può ridurre la collaborazione (Haugaasen et al., 2021). Nel mio caso è stata utile una riunione preliminare con la squadra ad inizio anno per far capire come, l’efficacia e la costanza delle risposte possano aiutare sia l’area performance che quella sanitaria nella gestione e nella prevenzione di infortune.
Diario di allenamento
L’importanza del diario di allenamento
Oltre a RPE e questionari di benessere, trovo fondamentale mantenere un diario di allenamento.
Non è uno strumento scientificamente validato, ma rappresenta un utile registro per incrociare carico e recupero. Nel diario annoto sia i dati oggettivi (Session-RPE, questionari), sia osservazioni soggettive e note operative
Digitalizzazione e funzionalità
Oggi può essere facilmente digitalizzato tramite Excel, Google Sheets o app dedicate. Questi strumenti permettono di:
- inserire quotidianamente RPE (vedi immagine 04 ) e questionari
- calcolare automaticamente somme e medie
- ottenere grafici e trend settimanali o mensili (vedi immagine 05 )
- condividere rapidamente i dati con lo staff
In questo modo il diario diventa una vera e propria piattaforma gestionale a costo zero.
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Immagine 04[/caption]
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Immagine 05[/caption]
Conclusioni
L’obiettivo di questo articolo era dimostrare che strumenti semplici possono fornire indicazioni preziose.
- L’RPE è uno strumento valido, economico e facilmente applicabile.
- Il questionario di Hooper, trattato sopra, ma anche il wellness questionnaire, sono sensibili e pratici per monitorare fatica e recupero.
- Il diario di allenamento, pur non scientifico, è un utile strumento gestionale, da poter essere utilizzato non solo per il carico interno, ma anche nella programmazione e gestione del carico esterno attraverso l’indicazione di serie e rip, quindi nella classificazione dei volumi volti a raggiungere gli obiettivi prefissati.
Metodi a costo zero che non sostituiscono GPS o dispositivi avanzati, ma rappresentano una valida alternativa, se usati con costanza.
In definitiva, non serve tecnologia per prendersi cura del carico: conta la costanza, la qualità del dialogo con gli atleti e la capacità di trasformare strumenti semplici in decisioni intelligenti. È in questa prospettiva che il monitoraggio diventa un vero ponte tra scienza e campo.