Monitoraggio del carico settimanale a costo zero nel calcio

Scienze Motorie - Registro Professionisti

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Emanuele Vassalli
Preparatore atletico che registra manualmente dati durante una sessione di allenamento calcistico ad alta intensità con calciatori in sprint.
03 dicembre 2025

Monitoraggio del carico: strumenti e benefici

L'importanza del monitoraggio del carico

Avere un sistema di monitoraggio che permetta di rispettare i principi di alternanza e progressività del carico, sia nel microciclo che nell’intera stagione, è fondamentale per lavorare con logica e in piena sinergia con lo staff tecnico.

Strumenti di monitoraggio: tecnologici e accessibili

I primi strumenti che vengono in mente sono spesso quelli più tecnologici e diretti, come GPS, accelerometri, cardiofrequenzimetri e altri dispositivi avanzati. Tuttavia, non sempre le società dispongono di mezzi all’avanguardia per il monitoraggio. Nelle prime fasi della carriera di un preparatore atletico questo è un fenomeno comune, e l’errore più frequente è pensare che senza tecnologia non sia possibile monitorare. La scienza, invece, ci ha fornito numerosi strumenti validi e accessibili a tutti. In questo articolo analizzeremo la scala RPE, utile per valutare la percezione della fatica dell’allenamento, alcuni strumenti utili per comprendere lo stato di recupero e di benessere dell’atleta, come il Questionario di Hooper e il Wellness Questionnaire. In questa ricerca faremo riferimento principalmente al metodo di Hooper. A questi aggiungerò la mia esperienza personale, con il mio metodo di monitoraggio che include anche un diario settimanale condiviso con allenatore e staff.

RPE (Rate of Perceived Exertion)

Cos’è l’RPE e la scala CR-10

L’RPE è una scala di percezione della fatica nata da Borg, inizialmente con valori da 6 a 20. In questo articolo utilizziamo la scala CR-10 (da 0 a 10).

Monitoraggio del carico interno

Questa scala permette di monitorare il carico interno, cioè come l’atleta ha percepito lo sforzo durante l’allenamento. È uno strumento economico, accessibile e ampiamente usato nella stima del carico e nella prevenzione degli infortuni (Bourdon et al., 2017).

Tempistiche e calcolo del carico

Per una valutazione valida, è consigliabile raccogliere l’RPE circa 20 minuti dopo la seduta e non immediatamente (Curtis et al., 2019). Il calcolo del carico è semplice: RPE × durata allenamento (in minuti). Esempio: 5 × 90 min = 450 UA (Unità Arbitraria). In letteratura, il giorno gara corrisponde a circa 600 UA, mentre una seduta di allenamento varia tra 300 e 600 UA (Thorpe et al., 2016). Questo dimostra come parametri accessibili possano fornire feedback importanti nella gestione della programmazione.

RPE e correlazioni con parametri oggettivi

L’RPE è stato correlato anche con parametri oggettivi come frequenza cardiaca, lattato e valori GPS (Impellizzeri et al., 2019). Uno studio su 22 giocatori di Premier League in un’intera stagione (1892 sessioni) ha confermato che RPE e TL erano correlati con distanza ad alta velocità, accelerazioni e impatti, parametri che descrivono meglio le richieste del calcio rispetto alla sola distanza percorsa (Curtis et al., 2019).

Limitazioni e strategie per migliorarne l’affidabilità

Come ogni metodo di valutazione, anche l’RPE è influenzato dalla soggettività: un “6” non significa lo stesso per tutti gli atleti. Per questo, nella mia esperienza personale ho scelto di aggiungere descrizioni testuali a ogni punteggio, per standardizzare meglio la percezione e ridurre la variabilità individuale. In questo modo l’RPE diventa più affidabile, soprattutto in contesti di squadra. (vedi immagine 01). [caption id="attachment_22216" align="alignnone" width="978"]Tabella della scala di fatica percepita (RPE) da 0 a 10, con descrizioni qualitative per ogni livello di intensità. Immagine 01[/caption]

Questionario di Hooper

Origini del questionario di Hooper

Verso la fine degli anni ’90 Stephen L. Hooper introdusse un metodo semplice e non invasivo per valutare il recupero e il benessere quotidiano degli atleti. Accanto al questionario di Hooper, negli ultimi anni si è diffuso anche il cosiddetto Wellness Questionnaire, che valuta variabili simili come sonno, fatica, stress e umore.

Struttura e punteggio

Il questionario di Hooper prevede 4 domande su:
  • qualità del sonno
  • fatica percepita
  • stress
  • dolore muscolare (DOMS)
Ogni voce si valuta su una scala da 1 a 7 (1 = molto buono, 7 = molto scarso). Il punteggio totale è la somma dei valori: più alto è il numero, maggiore lo stato di affaticamento. ( vedi immagine 02) [caption id="attachment_22217" align="alignnone" width="974"]Modulo digitale con quattro scale visive per il monitoraggio quotidiano di sonno, stress, fatica e dolore muscolare. immagine 02[/caption]

Validità e tempistiche

Numerosi studi hanno mostrato l’elevata correlazione con parametri fisiologici come la variabilità della frequenza cardiaca (Thorpe et al., 2016). In media, il giorno dopo la partita i valori peggiorano del 30–40%, per poi normalizzarsi durante la settimana. Il questionario è utile se somministrato con regolarità, idealmente ogni giorno o nei giorni successivi agli allenamenti più intensi, per cogliere i trend di affaticamento e recupero.

Digitalizzazione e fattori soggettivi

Se in passato la raccolta avveniva su schede cartacee, oggi strumenti digitali (app, Google Form, piattaforme) rendono il processo rapido, riducendo errori e aumentando la compliance. Tuttavia, essendo strumenti soggettivi, riflettono anche fattori psicosociali come stress, motivazione o fatica mentale. [caption id="attachment_22218" align="alignnone" width="1031"]Tabella che classifica il livello di forma fisica in cinque categorie basate su punteggi numerici derivati da un questionario di valutazione. Immagine 03[/caption] E’ importante sottolineare, ancora una volta, come la relazione con lo staff medico e con gli atleti è cruciale: empatia e trasparenza aumentano l’onestà e la qualità delle risposte, mentre mancanza di fiducia può ridurre la collaborazione (Haugaasen et al., 2021). Nel mio caso è stata utile una riunione preliminare con la squadra ad inizio anno per far capire come, l’efficacia e la costanza delle risposte possano aiutare sia l’area performance che quella sanitaria nella gestione e nella prevenzione di infortune.

Diario di allenamento

L’importanza del diario di allenamento

Oltre a RPE e questionari di benessere, trovo fondamentale mantenere un diario di allenamento. Non è uno strumento scientificamente validato, ma rappresenta un utile registro per incrociare carico e recupero. Nel diario annoto sia i dati oggettivi (Session-RPE, questionari), sia osservazioni soggettive e note operative

Digitalizzazione e funzionalità

Oggi può essere facilmente digitalizzato tramite Excel, Google Sheets o app dedicate. Questi strumenti permettono di:
  • inserire quotidianamente RPE (vedi immagine 04 ) e questionari
  • calcolare automaticamente somme e medie
  • ottenere grafici e trend settimanali o mensili (vedi immagine 05 )
  • condividere rapidamente i dati con lo staff
In questo modo il diario diventa una vera e propria piattaforma gestionale a costo zero. [caption id="attachment_22219" align="alignnone" width="749"]Tabella calendario per la programmazione dell’allenamento, con intensità e volume progressivi per ciascuna sessione. Immagine 04[/caption]   [caption id="attachment_22220" align="alignnone" width="1389"]Tabella riepilogativa del carico di lavoro settimanale in un programma di allenamento, con valori numerici e codifica colore per intensità. Immagine 05[/caption]

Conclusioni

L’obiettivo di questo articolo era dimostrare che strumenti semplici possono fornire indicazioni preziose.
  • L’RPE è uno strumento valido, economico e facilmente applicabile.
  • Il questionario di Hooper, trattato sopra, ma anche il wellness questionnaire, sono sensibili e pratici per monitorare fatica e recupero.
  • Il diario di allenamento, pur non scientifico, è un utile strumento gestionale, da poter essere utilizzato non solo per il carico interno, ma anche nella programmazione e gestione del carico esterno attraverso l’indicazione di serie e rip, quindi nella classificazione dei volumi volti a raggiungere gli obiettivi prefissati.
Metodi a costo zero che non sostituiscono GPS o dispositivi avanzati, ma rappresentano una valida alternativa, se usati con costanza. In definitiva, non serve tecnologia per prendersi cura del carico: conta la costanza, la qualità del dialogo con gli atleti e la capacità di trasformare strumenti semplici in decisioni intelligenti. È in questa prospettiva che il monitoraggio diventa un vero ponte tra scienza e campo.

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