14 ottobre 2022

L’articolazione della caviglia, conosciuta anche come articolazione tibio-tarsica o articolazione tibio-peroneo-astragalica o articolazione talocrurale, è costituita da 3 ossa:

  • Fibula o perone
  • Tibia
  • Astragalo

La fibula e la tibia sono le ossa della gamba mentre l’astragalo fa parte di quelle che costituiscono il piede, più precisamente della porzione chiamata tarso.

La caviglia è rinforzata da due gruppi di legamenti, uno mediale ed uno laterale.

Apparato legamentoso mediale

L’apparato legamentoso mediale è formato dal legamento deltoideo, alla cui costituzione partecipano i legamenti:

  • Tibio-astragalico anteriore
  • Tibio-astragalico posteriore
  • Tibio-navicolare
  • Tibio-calcaneale

Apparato legamentoso laterale

L’apparato legamentoso laterale è costituito dal legamento laterale, formato, a sua volta, dai legamenti:

  • Fibulo-astragaleo posteriore
  • Fibulo-astragaleo posteriore
  • Fibulo-calcaneale

La caviglia è una troclea e consente due tipi di movimento sul piano sagittale e sul piano trasverso:

  • Dorsiflessione o flessione dorsale o flessione
  • Plantarflessione o flessione plantare o estensione

Il movimento di flessione dorsale del piede può raggiungere l’ampiezza massima di circa 20° ed è permesso grazie l’azione dei muscoli:

  • Tibiale anteriore
  • Peroniero anteriore
  • Estensore lungo dell’alluce
  • Estensore lungo delle dita

La dorsiflessione è limitata dalla tensione del tendine calcaneale, del muscolo tricipite della sura (Gastrocnemio e Soleo), dei fasci posteriori del legamento deltoideo e del legamento fibulo-calcaneale.

Il movimento di flessione plantare, invece, può raggiungere l’ampiezza massima di circa 40° ed è supportato dai muscoli:

  • Gastrocnemio
  • Soleo
  • Tibiale posteriore
  • Peroniero lungo
  • Peroniero breve
  • Flessore lungo delle dita
  • Flessore lungo dell’alluce
  • Plantare

La plantarflessione è limitata dalla tensione dei muscoli flessori dorsali, dei fasci anteriori del legamento deltoideo e del legamento fibulo-astragaleo anteriore.

La caviglia, insieme alle altre articolazioni del retropiede, realizza una sola articolazione che effettua anche movimenti di:

  • Adduzione: permette di portare l’estremità distale del piede verso l’interno;
  • Abduzione: permette di portare l’estremità distale del piede verso l’esterno;
  • Pronazione: mantenendo la zona metatarsale al suolo prevede una intrarotazione della pinza bimalleolare dell’articolazione tibiotarsica ed una relativa intrarotazione astragalica; il calcagno ruoterà quindi verso l’esterno aumentando i propri gradi di valgismo;
  • Supinazione: rotazione esterna della pinza bimalleolare e dell’astragalo con una relativa rotazione interna e aumento dei gradi di varismo del calcagno;
  • Inversione: associazione di adduzione, supinazione e flessione plantare;
  • Eversione: associazione di abduzione, pronazione e flessione dorsale.

Primo step: rilascio miofasciale

Al fine di far lavorare l’articolazione della caviglia nei migliori dei modi, è particolarmente utile svolgere esercizi di rilascio miofasciale su:

  • Muscolatura del polpaccio

muscolatura del polpaccio

  • Tibiale anteriore

tibiale anteriore

  • Pianta del piede

pianta del piede

L’auto rilascio miofasciale con rotolo di schiuma sul polpaccio è un metodo efficace per ridurre la rigidità del gastrocnemio e aumentare il ROM della dorsiflessione (Chang TT., 2021) e della flessione plantare della caviglia (Yoshimura A., 2021).

Lo SMFR ed il MFR, insieme allo stretching statico dei muscoli posteriori della gamba, ne migliora la dorsiflessione passiva (Škarabot J., 2015).

Come migliorarne la mobilità

In caso di rigidità dell’articolazione caviglia è certamente idoneo eseguire un lavoro specifico di mobilità sia a catena cinetica aperta che a catena cinetica chiusa.

Si ricorda che:

  • Catena cinetica aperta: sistema in movimento in cui un’estremità è fissa e vincolata mentre l’altra estremità distale è libera e priva di alcun vincolo; c’è un aumento dei gradi di libertà.
  • Catena cinetica chiusa: sistema in movimento in cui entrambe le estremità sono fisse e vincolate; c’è un aumento dei gradi di vincolo.

È consigliabile svolgere, in catena cinetica aperta, l’esercizio nel quale si effettuano, dalla posizione di decubito supino, movimenti di flessione dorsale e plantare e di inversione ed eversione.

flessione dorsale e plantare

In catena cinetica chiusa, invece, dalla posizione eretta si svolgono movimenti di flessione dorsale e plantare effettuando un movimento di rullata sulla pianta del piede; l’esercizio può essere svolto anche sul bordo mediale e laterale del piede.

flessioni piede

Il miglioramento della dorsiflessione e della flessione plantare della caviglia è molto importante per prevenire, insieme ad altri esercizi, le lesioni del legamento crociato anteriore (Fong CM., 2011).

Rinforzo e stabilizzazione della caviglia

Un esercizio particolarmente utile per rinforzare l’articolazione della caviglia è la deambulazione con differenziazione degli appoggi del piede:

  • tallone;
  • avampiede;
  • porzione laterale.

Si sconsiglia l’appoggio sul bordo mediale del piede per evitare coinvolgimenti con allineamenti errati del ginocchio.

deambulazione con piede

Per ciò che concerne la stabilizzazione ed il controllo su piani instabili della caviglia, un lavoro particolarmente utile è l’appoggio monopodalico su una tavoletta instabile. L’obiettivo dell’esercizio è il mantenimento della posizione, in appoggio monopodalico, gestendo i movimenti della tavoletta.

piani instabili

Lavori specifici di rinforzo muscolare e di equilibrio permetto di migliorare l’instabilità cronica della caviglia (Hall EA., 2018).

Una routine di riscaldamento, da 8 minuti per 10 settimane, costituita da equilibrio su un piede scalzo, plank e streching del polpaccio, migliora il range of motion della dorsiflessione della caviglia e il centro di pressione (CoP) del baricentro del soggetto, svolgendo un ruolo chiave nella prevenzione degli infortuni alla caviglia nei giocatori di basket (Padua E., 2019).

Bibliografia

  • Barni T, Di Baldassarre A, Falcieri E, Farina F, Grandi D, Grimaldi P, Gulisano M, Milani D, Ricciardi G, Tafuri D. Anatomia dell’apparato locomotore. EdiSES s.r.l., Napoli; 2008.
  • Chang TT, Li Z, Zhu YC, Wang XQ, Zhang ZJ. Effects of Self-Myofascial Release Using a Foam Roller on the Stiffness of the Gastrocnemius-Achilles Tendon Complex and Ankle Dorsiflexion Range of Motion. Front Physiol. 2021 Sep 17;12:718827.
  • Fong CM, Blackburn JT, Norcross MF, McGrath M, Padua DA. Ankle-dorsiflexion range of motion and landing biomechanics. J Athl Train. 2011 Jan-Feb;46(1):5-10.
  • Hall EA, Chomistek AK, Kingma JJ, Docherty CL. Balance- and Strength-Training Protocols to Improve Chronic Ankle Instability Deficits, Part I: Assessing Clinical Outcome Measures. J Athl Train. 2018 Jun;53(6):568-577.
  • Padua E, D’Amico AG, Alashram A, Campoli F, Romagnoli C, Lombardo M, Quarantelli M, Di Pinti E, Tonanzi C, Annino G. Effectiveness of Warm-Up Routine on the Ankle Injuries Prevention in Young Female Basketball Players: A Randomized Controlled Trial. Medicina (Kaunas). 2019 Oct 16;55(10):690.
  • Russo L. Biomeccanica®. Principi di biomeccanica e applicazioni della video analisi al movimento umano. ATS Giacomo Catalani Editore, Italia; 2019.
  • Russo L, Bartolucci P. Taping Elastico®. Applicazioni in Chinesiologia. ATS Giacomo Catalani Editore, Italia; 2018.
  • Russo L, Benis R, Livi S, Falcone A, Ragalmuto N, Bartolucci P, Barni L. Esercizio correttivo®. Postura, salute e performance. ATS Giacomo Catalani Editore, Italia; 2016.
  • Škarabot J, Beardsley C, Štirn I. Comparing the effects of self-myofascial release with static stretching on ankle range-of-motion in adolescent athletes. Int J Sports Phys Ther. 2015 Apr;10(2):203-12.
  • Vincenzini O, Raimondi P. Teoria, metodologia e didattica del movimento compensativo, rieducativo, preventivo. Prima Edizione Margiacchi – Galeno Editrice, Italia; 2003.
  • Yoshimura A, Inami T, Schleip R, Mineta S, Shudo K, Hirose N. Effects of Self-myofascial Release Using a Foam Roller on Range of Motion and Morphological Changes in Muscle: A Crossover Study. J Strength Cond Res. 2021 Sep 1;35(9):2444-2450.

Sitografia

https://www.scienzemotorie.com/analisi-del-cammino-2-parte/ Ultimo accesso 09/10/2022

Ginnastica Posturale Metodo Sceintifico
Scienza della nutrizione ad uso pratico del Dott. Frank Casillo
Prevenziione alle cadute e riprogrammazione dell'equilibrio del Dott. Riccardo Barigelli Calcari
Libro-Salvatore-Buzzeli-Allenamento-Cognitivo-Tennis
Miglior-Libro-Ginnastica-in-Gravidanza-ATS

Articoli Correlati

Allenare il cervello attraverso il movimento

Allenare il cervello attraverso il movimento

Per molti anni l’allenamento motorio e quello cognitivo sono stati considerati mondi separati. Da una parte il corpo: forza, resistenza, coordinazione. Dall’altra il cervello: memoria, attenzione, decisione. Le neuroscienze moderne stanno però mostrando che questa divisione è in gran parte artificiale. Ogni movimento umano – dal colpire una pallina da tennis al mantenere l’equilibrio mentre […]

Sonno e Prestazione Sportiva: ottimizzare recupero e adattamento per atleti

Sonno e Prestazione Sportiva: ottimizzare recupero e adattamento per atleti

Il sonno rappresenta oggi uno degli elementi più potenti e ancora troppo sottovalutati della preparazione atletica di alto livello. Non è più concepito come un semplice “riposo passivo”, come avveniva fino agli anni Ottanta e Novanta, ma come un processo fisiologico attivo e altamente dinamico, durante il quale l’organismo ripara i tessuti, consolida le abilità […]

Esercizi di potenza muscolare per prevenire fragilità e cadute negli anziani over 65: il ruolo del power training

Esercizi di potenza muscolare per prevenire fragilità e cadute negli anziani over 65: il ruolo del power training

Il power training rappresenta un approccio emergente e particolarmente efficace per contrastare la fragilità e ridurre il rischio di cadute negli adulti over 65. A differenza dell’allenamento di forza tradizionale (strength training), che si concentra prevalentemente sulla produzione massima di forza, il power training enfatizza la velocità di esecuzione dei movimenti, migliorando la potenza muscolare […]

Stretching per anziani: esercizi attivi e sicuri per migliorare flessibilità, postura e qualità del cammino

Stretching per anziani: esercizi attivi e sicuri per migliorare flessibilità, postura e qualità del cammino

La rigidità muscolare e articolare è una delle lamentele più frequenti nella popolazione anziana e incide direttamente sulla qualità del cammino, sulla postura e sul rischio di caduta. Lo stretching attivo – a differenza di quello passivo – coinvolge il soggetto in un lavoro muscolare consapevole che migliora contemporaneamente flessibilità, coordinazione e propriocezione. Questo articolo […]

Sonno e Performance Cognitiva: impatti su concentrazione, apprendimento e recupero fisico

Sonno e Performance Cognitiva: impatti su concentrazione, apprendimento e recupero fisico

Il sonno non è un semplice “spegnimento” del cervello, ma un processo biologico attivo e altamente organizzato che ogni notte riorganizza i ricordi, regola le emozioni, ripara i tessuti e prepara mente e corpo a performare al massimo il giorno successivo. Come sottolineato da Walker (2017), «il sonno è il miglior predittore di performance cognitiva […]

Il VBT, forza e potenza con il Velocity Based Training

Il VBT, forza e potenza con il Velocity Based Training

Introduzione Non è possibile trattare il tema delle alte prestazioni senza considerare in modo approfondito i concetti di forza e potenza. Tali qualità rappresentano infatti pilastri fondamentali della prestazione atletica, coesistendo e interagendo in maniera sinergica. Esse risultano inoltre strettamente correlate con le altre capacità condizionali. In particolare, la forza è frequentemente definita come la […]

Live Chat
assistance banner image
Whatsapp
Messenger
800.19.35.40