Per carboidrati si parla di fonti alimentari a prevalente contenuto glucidico rispetto a quello di altri macronutrienti come proteine e lipidi. Ad esempio la pasta, il pane, il riso e la frutta presentano un contenuto diverso tra loro di carboidrati ma sempre superiori rispetto a proteine e lipidi. Sono proprio le differenze tra le fonti alimentari in cui troviamo i carboidrati che impattano diversamente l'organismo attraverso diversi aspetti come ad esempio il contenuto idrico diverso, il contenuto di sali minerali, di vitamine, di fibre, il potenziale pro-infiammatorio, l'indice glicemico, la densità energetica e il contenuto glucidico che in relazione all'indice glicemico determina il carico glicemico.
Carboidrati: Spaghetti vs Mela
Ecco un esempio tra come due fonti alimentari a prevalente contenuto glucidico, cioè di carboidrati, a parità di apporto di carboidrati impattano molto diversamente il corpo. Ipotizziamo di dover assumere 30 grammi di carboidrati: si possono assumere con 38 grammi di spaghetti pesati a secco da farina 00 oppure da 270 grammi circa di mela. I carboidrati non cambiano in queste quantità, tuttavia la mela presenta un contenuto idrico superiore.Indice glicemico
Inoltre l'indice glicemico della mela è 36. Di seguito i vari livelli di indice glicemico:- Molto basso: da 0 a 40
- Basso: da 41 a 55
- Moderato: da 56 a 70
- Alto: > 70
Potere saziante
Queste differenze impattano diversamente anche il potere saziante: perché è importante? Un individuo che intraprende un processo di dimagrimento attraverso una dieta ipocalorica ha come difficoltà quella di avere fame, e questo fa dismettere ogni nobile presupposto di continuare. Ecco che modulando la fonte alimentare che si sceglie per seguire il protocollo dimagrante può fare grossissime differenze, o avere successo o interrompere e quindi non dimagrire. La mela in quelle quantità determina più potere saziante rispetto alla pasta in quelle quantità. Il contenuto idrico maggiore della mela determina una maggiore distensione gastrointestinale che attiva dei meccanocettori e questi a loro volta stimolati fanno produrre un ormone (la pancreozimina o anche definita colecistochinina) che arriva al cervello e induce sazietà. La presenza di fibre e antiossidanti modula la glicemia e conseguentemente l'insulinemia. Se glicemia e livelli di insulina sono moderati e costanti inibiscono i centri oressigenici e a loro volta si ha un inibizione dei centri della fame a livello dell'area perifornicale dell'ipotalamo laterale. Adeguati livelli di insulina costanti consentono di attivare i centri anoressigenici che stimolano il nucleo paraventricolare e ventromediale dell'ipotalamo determinando sazietà. Si capisce bene che se un individuo di fronte ad un programma ipocalorico per dimagrire non avverte la fame, il programma sarà protratto più a lungo consentendo il successo. Uno stimolo per determinare un risultato non solo deve essere ben collaudato ma deve essere applicato per un tempo sufficiente a produrre adattamenti.A livello intestinale
La pasta da farina 00 contiene glutine che come ben sappiamo è la proteina del grano, dell'avena, dell'orzo e del segale. È una proteina che se ingerita da soggetti geneticamente predisposti crea malattia celiaca, ossia un'infiammazione cronica dell'intestino tenue che porta alla diminuzione del numero di cellule iperspecializzate all'assorbimento dei nutrienti, che sono i villi intestinali. Ne conseguono problematiche intestinali ed extraintestinali. La barriera intestinale deve assolvere contemporaneamente a due funzioni tra loro contrastanti.- Da una parte consentire il passaggio di nutrienti importanti e di liquidi, mentre
- dall'altra parte evitare il passaggio dal contenuto del lume intestinale al sangue di sostanze non desiderabili come muffe, tossine e batteri che creerebbero infiammazione.
Bibliografia:
- Nutrients. 2013 Mar; 5(3): 771–787. The Dietary Intake of Wheat and other Cereal Grains and Their Role in Inflammation. Karin de Punder and Leo Pruimboom
- J Exp Med. 2012 Dec 17;209(13):2395-408. Wheat amylase trypsin inhibitors drive intestinal inflammation via activation of toll-like receptor 4.
